Pensilina Urbana in forma di origami metallico/policromo
Se in campo scientifico l'antica arte giapponese di piegare la carta sta prendendo una strada sempre più tecnologica, anche in architettura il suo utilizzo si presta alla costruzione di interessanti geometrie. Hanno attinto all'origami, per esempio, Marco Zanuso e Giuseppe Raboni, per disegnare un'archittettura-scultura all'interno del cortile dell'Università Statale di Milano durante lo scorso Salone del Mobile. "Ho scelto la tipologia della pensilina perché è forse la tipologia architettonica per antonomasia", spiega Zanuso. Per realizzarla i due progettisti sono partiti da grandi fogli di alluminio strutturale, tagliati, piegati e assemblati (grazie alla tecnologia brevettata IronX® di Donati Group). La particolare geometria dei pilastri policromi e della copertura fa sì che girando attorno alla struttura l'oggetto sembri cambiare di continuo.
Arlecchino Urbano: Marco Zanuso Jr. con Donati Group
"Trovo interessante sperimentare combinando le tecniche di produzione industriale con il lavoro degli artigiani di qualità. L'Arlecchino Urbano è una struttura ibrida che si pone tra architettura e oggetto a scala domestica. In un'epoca di crisi, l'arte in tutte le sue espressioni, quindi l'architettura, la scultura ma anche il cinema e la musica, deve avere una funzione sociale e servire a migliorare la società e la qualità della vita. A far crescere noi esseri umani".
Tutto nasce dall'allumino, anzi da uno specifico pannello, il doluflex, una sorta di "passepartout" che ha consentito a Donati Group (nella foto a fianco Franco Donati) di entrare in settori produttivi sempre più vari. Così, partendo dai progetti "chiavi in mano" nel settore dell'isolamento termo-acustico, il gruppo ha puntato su una diversificazione massima, dall'energia al design, abbinata però ad una fedeltà di fondo al prodotto. Una strategia che ha permesso alla società di Medolago di fronteggiare un'annata difficile e di porre le basi per un'ulteriore espansione.